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IL BLOG DEL POPOLO DELLA LIBERTA'PERCHE' NOI NON SIAMO COGLIONI !!!
May 23 cdmCDM A NAPOLI: UN SUCCESSO !
SICUREZZA
Disegno di legge recante disposizioni in materia di sicurezza pubblica: sarà predisposta una corsia preferenziale per accelerare al massimo l’approvazione delle seguenti norme
Disegno di legge di adesione al trattato di Prüm
Esame del DNA per accertare la parentela
RIFIUTI
LA NOMINA DI BERTOLASO CAROVITA
Detassazione degli straordinari La detassazione degli straordinari e dei premi è composta di due fasi: la prima fase sperimentale, da giugno a dicembre 2008, prevede la cedolare secca del 10% su un plafond complessivo di 3.000 euro per i redditi da lavoro dipendente fino a 30 mila euro prodotti nel 2007. Questo significa che il lavoratore dipendente con un reddito non superiore ai 30 mila euro nell’anno 2007, avrà una tassazione degli straordinari solamente del 10%, fino a un massimo di 3000 Euro per un anno. Dalla misura sono esclusi i pubblici dipendenti. Alcuni esempi. Rinegoziazione dei mutui alla rata media del 2006 L’Associazione bancaria italiana ha fatto presente che l’intesa potrebbe riguardare un esercito di circa 1,25 milioni di nuclei familiari che – sulla base di un mutuo ventennale da 80.000 Euro – potrebbero arrivare a risparmiare circa 850 euro l’anno ciascuna. Nel dettaglio, il provvedimento prevede che, per chi accede alla rinegoziazione, il mutuo diventi a rata fissa, il cui importo è quello pagato in media nel 2006, mentre la durata resterà inizialmente invariata e il suo eventuale allungamento dipenderà dall’andamento dei tassi di interesse. Dal momento che la misura è sperimentale, i clienti che hanno avviato la ristrutturazione del Mutuo a loro carico potranno chiedere alle banche la rinegoziazione entro il prossimo 31 dicembre. Alcuni esempi. Abolizione dell’Ici sulla prima casa Via libera del Consiglio dei Ministri al pacchetto fiscale con l’azzeramento dell’Ici sulla prima casa e sulle sue pertinenze, anche se queste hanno un accatastamento differente. L’effetto dell’eliminazione dell’Ici sarà avvertito dai cittadini a partire dall’acconto di giugno. Tremonti ha assicurato che i Comuni “saranno integralmente rimborsati. Verrà costituito un fondo presso il ministero dell’Interno e gli enti locali si divideranno le risorse”. Come per il precedente taglio dell’Ici dunque, anche il completo azzeramento dell’Imposta Comunale sugli Immobili, tassa locale che serve a finanziare le casse dei Comuni, non graverà sui bilanci di quest’ultimi che beneficeranno di trasferimenti compensativi da parte dell’Erario dello Stato. Dopo 16 anni dunque scompare l’Imposta comunale sugli immobili relativamente alla prima casa e alle sue pertinenze. Questa tassa locale, nata nel 1992 come imposta straordinaria sugli immobili, è divenuta successivamente un tributo permanente, trasformandosi nella cosiddetta "imposta comunale sugli immobili". Dal 16 giugno 2008, invece,a pagarla saranno solo i proprietari della seconda casa e chi possiede ville, castelli e un’abitazione “signorile”. Alcuni esempi. Esempi Detassazione degli straordinari Prendiamo un impiegato del commercio di primo livello con una retribuzione annua lorda senza straordinari di 24.710 euro. Se facesse tutte e 200 le ore di straordinario permesse in un anno dal contratto porterebbe a casa 373 euro in più di retribuzione netta. Un operaio dei commercio di quinto livello invece, con una retribuzione lorda mensile di 1.250 euro, facendo tutti gli straordinari consentiti, avrebbe un aumento netto della retribuzione di 264 euro. Per un operaio metalmeccanico di secondo livello, con uno stipendio annuo lordo di 16.900 euro, il guadagno netto sarebbe di 371 euro nel caso fossero svolte tutte le 250 ore annue di straordinario ammesse dal contratto. Per un impiegato metalmeccanico di sesto livello con una retribuzione annua lorda di 21.800 euro l’aumento netto complessivo sarebbe di 478 euro, sempre nel caso vengano fatte tutte le ore di straordinario consentite in un anno. Rinegoziazione dei mutui alla rata media del 2006 a) Prima ipotesi: mutuo da 100 mila euro originari partito nel giugno 2001 per 20 anni. ll tasso di partenza (Euribor 1 mese + 1,70) era pari al 6,29% e la prima rata era di 733 euro, scesa tra il 2003 e il 2005, per poi risalire. La rata attuale è di 760 euro al tasso del 6,70%. Ristrutturando il mutuo al 4,9% fisso la rata scende a 677 euro con un vantaggio di 83 euro. Se il costo dei denaro rimanesse inalterato per tutto il periodo il debitore dovrebbe tra 13 anni ancora 16.283 euro, con un allungamento della durata di circa due anni b) Seconda ipotesi: mutuo da 100 mila euro originari partito nel giugno 2004 per 20 anni. Il tasso di partenza (Euribor 1 mese + 1,50) era pari al 3,5% e la prima rata era di 580 euro mentre la rata attuale è di 793 euro al tasso del 6,50%. Ristrutturando il mutuo al 4,9% fisso la rata scende a 679 euro con un vantaggio di 114 euro. Se il costo dei denaro rimanesse inalterato per tutto il periodo il debitore dovrebbe tra 16 anni ancora 17mila euro, con un allungamento della durata di circa due anni e mezzo Abolizione dell’Ici sulla prima casa A Roma, che per le abitazioni principali prevede un’aliquota del 4,6 per mille e una detrazione di 103,29 euro, secondo i dati del Cresme, per una casa di 73 metri quadri, in zona Torrino, di categoria A/2 (abitazione civile), e rendita catastale di 1.000 euro, finora il proprietario doveva pagare un’imposta Ici pari a 380 euro. Per una casa in zona Nomentano, di 82 metri quadri, di categoria A/3 (abitazione economica), con una rendita catastale di 920 euro, l’Ici era pari a 341 euro. Milano per le prime case prevede un’aliquota lci del 4,4 per mille e una detrazione di 104 euro. Per una casa in corso Indipendenza, di 87 metri quadri, censita sotto la categoria A/2 (abitazione civile), con una rendita catastale di 760 euro, l’imposta Ici dovuta era di 247 euro. Per una casa in viale Monza, di categoria A/3 (abitazione economica), dì 96 metri quadri e con rendita catastale pari a 710 euro, l’imposta dovuta era di 224 euro May 16 DIALOGOBERLUSCONI-VELTRONI: SI AL DIALOGO !
Roma - "Sono grato a Veltroni, faremo tesoro della sua disponibilità, abbiamo già avviato contatti con l’opposizione e il confronto inizierà già dalla fine di questa settimana". Lo ha detto il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi intervenendo al Senato in apertura al dibattito sulla fiducia al governo. Berlusconi ha insistito sul fatto che "siamo di fronte a una disponibilità al confronto che non è pregiudiziale e non ha precedenti nella storia repubblicana". Sicurezza, quasi pronto il dl La sicurezza e il contrasto all’immigrazione clandestina sono priorità che il governo intende affrontare con determinazione: "Ci sono emergenze acute - ha affermato Berlusconi - che affronteremo senza adottare svolte repressive incompatibili con la nostra tradizione liberale, attente ai diritti civili di ogni essere umano, prima ancora che alle regole a cui l’Europa ci vincola. Ma garantiamo che nell’ambito di queste tutele - ha aggiunto il presidente del Consiglio - agiremo con tutta la durezza e la severità che si impongono per difendere i cittadini e per colpire la criminalità. Si impone una svolta nelle politiche per la sicurezza e noi cercheremo di realizzarla al più presto. Annuncio che abbiamo praticamente ultimato il decreto, fatto di molti punti, che - ha concluso - approveremo nel primo Cdm che terremo Napoli la prossima settimana". Rai e sistema tv "Anche su questo terreno, in passato fonti di incomprensioni e di scontri, si può uscire da quella che è stata una guerra quasi ventennale". Così il premier accenna al confronto sul sistema televisivo e in particolare sulla Rai. "Anche su questo terreno - aggiunge il presidente del Consiglio - non c’è altra strada che quella del dialogo e della comune assunzione di responsabilità". Berlusconi cita l’intervento del leader del Pd alla Camera che aveva parlato della necessità di garantire autonomia e libertà di informazione a partire dalla indipendenza della Rai assicurando che "su questi punti c’è la nostra adesione". Fiducia, sì dalla Camera Il governo ha ottenuto la fiducia dalla Camera con 335 voti favorevoli, 275 contrari e un astenuto, dopo che Berlusconi aveva confermato in aula la linea illustrata ieri nelle sue dichiarazioni programmatiche, dicendo che il suo esecutivo favorirà il clima di collaborazione con le opposizioni per la soluzione dei problemi del Paese. Il presidente del Consiglio ha svolto la sua breve replica al dibattito sul programma del governo a Montecitorio riprendendo i toni di ieri, contrappuntandoli degli stessi slogan usati dal leader delle opposizioni Walter Veltroni in campagna elettorale. Le tasse All’inizio del suo intervento ha citato lo slogan di Veltroni sulle tasse, "pagare meno, pagare tutti", dicendo che è "uno slogan che ci appartiene". Ha addirittura concluso l’intervento con una lunga citazione del refrain più famoso della parodia fatta da Maurizio Crozza del segretario del Partito democratico in campagna elettorale: "Lasciatemi dire, come direbbe pacatamente e serenamente il leader del maggiore partito dello schieramento a noi avverso, che se pò fa’, si può fare e ce la possiamo fare. E con questo auspicio, anzi con questa certezza che chiedo il voto di fiducia". Il dialogo All’inizio del suo intervento, Berlusconi ha detto che la sua apertura al dialogo, lanciato da lui stesso ieri mattina, viene oggi rilanciata come risposta alla richiesta delle opposizioni: "Ho seguito con attenzione gli interventi e desidero ringraziare tutti i colleghi della maggioranza e della opposizione e chi ha voluto incalzarci e sfidarci sul dialogo. Questo governo accoglie questa sfida costruttiva consapevole che non è solo questione di galateo, ma di assunzione di responsabilità alla quale nessuno può sottrarsi. Bisognerà adoperare il buon senso e cercare soluzioni condivise". Sui temi concreti, il Cavaliere ha citato un argomento sul quale "non ci troveremo d’accordo" ed ha rilanciato la costruzione del Ponte sullo stretto di Messina come opera "indispensabile". Le pensioni Sulle pensioni poi, pur dicendo che la riforma fatta dal centrosinistra è "stata fatta contro il nostro parere", ha assicurato che non ci sarà "una controriforma", lasciando intendere - come detto anche in campagna elettorale - che il centrodestra non ripristinerà la riforma Maroni e lo scalone cancellato dal governo Prodi. Ha poi parlato di riforma della contrattazione salutando con favore il documento dei sindacati confederali sul tema ed il tema della sicurezza sottolineando l’affinità delle soluzioni che il governo adotterà con quelle prospettate da alcuni sindaci di sinistra. Le riforme Un breve accenno, infine, anche al tema delle riforme istituzionali "sulle quali sono ampi i margini di convergenza". Berlusconi prosegue dunque la sua luna di miele ed anche il dibattito della Camera registra poche volte toni duri, lasciati soprattutto ad Antonio Di Pietro ed agli interventi dei leghisti che ricordano al governo "di mantenere le promesse fatte in campagna elettorale". Di Pietro scatena il battibecco Parla Antonio Di Pietro e a Montecitorio si vedono le prime scintille della nuova legislatura. Il leader di Idv apre il suo intervento ricordando a Berlusconi che gli aveva offerto il posto di ministro dell’Interno. Il premier lo guarda e gli dice "no, non glielo ho mai offerto", facendo di no con le mani. Sarà la prima e unica reazione di Berlusconi durante l’intervento costellato di attacchi tenuto da Di Pietro, che è stato invece interrotto ripetutamente dai deputati del centrodestra. Fini lo bacchetta Il presidente della Camera Gianfranco Fini ha chiesto di permettere a Di Pietro "di esprimere il suo pensiero", mentre dai banchi del Governo Claudio Scajola invitava con ampi gesti alla calma. Ma le interruzioni e i "buuh" da destra non si contano, e Di Pietro chiede ancora aiuto a Fini. "Lei non è nuovo di questa aula e sa...", risponde il presidente. Ma Di Pietro incalza: "Questo vale solo quando riguarda me?". E Fini scatta: "Dipende da ciò che si dice, fermo restando che ho già invitato la parte destra dell’emiciclo a non interrompere". Ma Di Pietro non demorde: "Già, non bisogna disturbare il manovratore", qui si sente l’unico applauso condiviso dall’Idv e dal Pd. Da allora in poi, invece, da sinistra non arriveranno più applausi per l’ex pm che incalza Berlusconi che, zitto, non alza gli occhi dal foglio davanti a se e non raccoglie. Di Pietro: "Opposizione senza compromessi" Il leader dell’Italia dei Valori assicura che il suo partito "non cadrà nella tela del ragno". "Noi - dice - non abboccheremo e non credo che lo faranno gli amici del Partito democratico. Una cosa è ascoltarla e un’altra è venirle appresso". Di Pietro promette un’opposizione "decisa, senza compromessi eppure costruttiva: qualora vi dovessero essere provvedimenti nell’interesse dei cittadini noi li voteremo - afferma infatti -. Lei vuole un’opposizione morbida, di governo e invece fare opposizione vuol dire riscrivere la verità". Dura quindi la requisitoria contro il Cavaliere: "Lei - è l’attacco - è sceso in politica per i suoi interessi personali e giudiziari". Il numero uno dell’Idv punta i riflettori in particolare sul capitolo giustizia: "Lei vuole una giustizia forte con i deboli e debole con i forti. A suo uso e consumo. Lei - dice ancora Di Pietro - è in conflitto di interessi con se stesso e nessuno può sapere se le decisioni che prende le prende per sé o per altri". Critiche poi anche per il rapporto con l’informazione: "Conosciamo le sue bugie e la sua capacità di distorcere la realtà, la tela che ha posto sull’informazione e la disinformazione", conclude Di Pietro. Casini al premier: "Ha detto una bugia" "Presidente, mi consenta: ha detto una piccola bugia". Il leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini adopera proprio l’espressione più consueta del presidente del Consiglio per togliersi un sassolino dalla scarpa. "Lei ha detto che le liberalizzazioni non sono state fatte per colpa nostra - ricorda Casini al Cavaliere - non è stata l’Udc a bloccarle ma comunque va bene: non parliamo più del passato. Ora, però, le liberalizzazioni fatele". Veltroni: "Verificheremo il dialogo su riforme e Rai" Sulle riforme istituzionali e l’indipendenza della tv pubblica verificheremo se il dialogo proposto dal governo è vero o no. "L’Italia deve cambiare pagina e ciascuno deve dare il suo contributo - sostiene il segretario del Pd - io raccolgo il suo invito e vorrei che si partisse subito con le misure per rendere più efficiente la macchina dello Stato, la riduzione del numero dei parlamentari, la riduzione dei costi della politica, l’autonomia e la libertà di informazione, a partire dall’indipendenza della Rai. Qui - incalza Veltroni - vedremo subito se il dialogo è vero". Veltroni propone di ripartire subito dal "pacchetto di proposte su cui lavorava la commissione presieduta da Luciano Violante nella scorsa legislatura" quindi invita il governo a "ratificare subito il Trattato di Lisbona" per le politiche sociali e conclude "la vera sfida tra noi sarà sui grandi temi sociali. Il paese ha bisogno di grandi cambiamenti". Stretta di mano Veltroni-Berlusconi Il clima di dialogo che si respira in questo inizio di legislatura viene suggellato in aula alla Camera da una stretta di mano tra il presidente del Consiglio e il segretario del Partito democratico, Walter Veltroni. È stato quest’ultimo, nel corso della prima chiama del voto di fiducia, ad avvicinarsi al premier, che si stava intrattenendo in una conversazione con Arturo Parisi, e a stringergli la mano scambiando anche qualche battuta e poi dirigendosi verso l’uscita dell’aula. Casini al premier: "Ha detto una bugia" "Presidente, mi consenta: ha detto una piccola bugia". Il leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini adopera proprio l’espressione più consueta del presidente del Consiglio per togliersi un sassolino dalla scarpa. "Lei ha detto che le liberalizzazioni non sono state fatte per colpa nostra - ricorda Casini al Cavaliere - non è stata l’Udc a bloccarle ma comunque va bene: non parliamo più del passato. Ora, però, le liberalizzazioni fatele". Veltroni: "Verificheremo il dialogo su riforme e Rai" Sulle riforme istituzionali e l’indipendenza della tv pubblica verificheremo se il dialogo proposto dal governo è vero o no. "L’Italia deve cambiare pagina e ciascuno deve dare il suo contributo - sostiene il segretario del Pd - io raccolgo il suo invito e vorrei che si partisse subito con le misure per rendere più efficiente la macchina dello Stato, la riduzione del numero dei parlamentari, la riduzione dei costi della politica, l’autonomia e la libertà di informazione, a partire dall’indipendenza della Rai. Qui - incalza Veltroni - vedremo subito se il dialogo è vero". Veltroni propone di ripartire subito dal "pacchetto di proposte su cui lavorava la commissione presieduta da Luciano Violante nella scorsa legislatura" quindi invita il governo a "ratificare subito il Trattato di Lisbona" per le politiche sociali e conclude "la vera sfida tra noi sarà sui grandi temi sociali. Il paese ha bisogno di grandi cambiamenti". Stretta di mano Veltroni-Berlusconi Il clima di dialogo che si respira in questo inizio di legislatura viene suggellato in aula alla Camera da una stretta di mano tra il presidente del Consiglio e il segretario del Partito democratico, Walter Veltroni. È stato quest’ultimo, nel corso della prima chiama del voto di fiducia, ad avvicinarsi al premier, che si stava intrattenendo in una conversazione con Arturo Parisi, e a stringergli la mano scambiando anche qualche battuta e poi dirigendosi verso l’uscita dell’aula. May 07 | ||||||||||||||||